Il borgo di San Giorgio di Valpolicella

La località di S. Giorgio di Valpolicella (o “Ingannapoltron” come la gente del posto tiene a precisare), è oggi compresa nel comune di S. Ambrogio di Valpolicella. Il paesino è ubicato sulla cima di un’altura ed è costruito con la pietra calcarea proveniente dalle vicine e antiche cave. Il sito risulta frequentato gia in epoca preistorica; la particolare posizione strategica ne fece, immediatamente dopo essere divenuto sede stabile per la popolazione, un insediamento fortificato. Reperti archeologici attestano la presenza dell’uomo a S. Giorgio a partire dal primo millennio a.C. fino all’arrivo dei romani nel II-I secolo a.C. Secondo gli studiosi, dal IV secolo a.C., nella Valpolicella si svilupparono importanti centri insediativi; scavi recenti hanno messo in luce. proprio a S. Giorgio, “vari frammenti di ceramica, ossa di animale, laboratori per la lavorazione dei metalli, cocci con incise lettere dell’alfabeto retico”, proponendo questo sito quale “anello di congiunzione storica tra Reti e Arusnati”.

Ma d’onde vengono questi Arusnati? All’arrivo dei romani in Valpolicella (II secolo a.C.), qui era già insediata un’etnia organizzata “con proprie leggi e propri culti”. Il nome “Arusnati” è riportato su alcune iscrizioni ritrovate a S. Giorgio; ma le prove più consistenti della presenza di una popolazione con una cultura religiosa propria, consistono nelle frequenti citazioni documentarie di varie divinità locali: Lualda, il Sole, la Luna, Cuslano, Ihamnagalla e Sqnnagalla.

Le prime citazioni di S. Giorgio risalgono all’XI secolo, in merito a varie dispute relative ai diritti di proprietà di questo territorio; nel XII secolo, S. Giorgio viene indicato come castrum, appartenente per metà al conte di Verona e per metà al vescovo di Verona, dono del marchese e duca di Carinzia. Probabilmente dopo l’anno 1187 fu solo il vescovo a detenere la proprietà del castrum. All’inizio del XIII secolo la corte di S. Giorgio passava al comune di Verona, che ne rimase proprietario fino all’epoca degli Scaligeri: nel 1311, la Valpolicella veniva concessa dall’imperatore Enrico VII a Federico della Scala.